Cimitero, calendario astronomico, luogo magico: il motivo della costruzione e dell’utilizzo di Stonehenge, il sito archeologico più famoso d’Inghilterra rimane ancora un segreto.

È stato proprio questo uno dei motivi che ci ha portati qui. Da grandi appassionati di misteri della natura e degli uomini, come rimandare ancora la visita a Stonehenge, uno dei luoghi più incomprensibili della terra?!

Dove si trova Stonehenge e come raggiungerla

Stonehenge si trova vicino ad Amesbury, circa 13 chilometri a nord-ovest di Salisbury, in Inghilterra.

La vicinanza dall’Italia, quindi, ci ha aiutato. Il volo Bologna-Bristol è comodissimo. Le due ore di treno che separano la città inglese dalle “pietre sospese”, ancora di più.

Quello che poteva essere un weekend passato sul divano a guardare serie tv, si è trasformato in un alternarsi affascinante tra leggende del passato e teorie scientifiche delle più disparate.

Icona della storia inglese e simbolo di potere ed eternità, infatti, nonostante Stonehenge sia uno dei monumenti più maestosi e antichi del mondo, nessuno ha ancora compreso né il significato né lo scopo della sua costruzione.

Studi recenti dichiarano che sia stato edificato circa 5000 anni fa e che facesse probabilmente parte di un complesso più ampio. Nel 1986 il sito è stato aggiunto alla lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Dalla stazione di Salisbury ci sono pullman frequenti che ti portano vicino a Stonehenge. Il centro ricettivo per i turisti ed il museo sono il punto di arrivo del vostro viaggio e distano circa 1 chilometro dalla meta. Da qui numerose navette fanno la spola avanti e indietro per il sito archeologico.

Arrivati sul posto, abbiamo deciso di avvicinarci a piedi, gustandoci il paesaggio immerso nel verde che ti circonda a perdita d’occhio. Curiosamente, Stonehenge inizialmente non è visibile, rimanendo nascosto dietro ad una collinetta. Questo però non fa che accrescere l’emozione che precede l’incontro con questo gigante.

Al primo sguardo, questo enigmatico monumento appare più piccolo di quanto si possa immaginare.

Avvicinandosi, però, questa impressione scompare e si rimane estasiati da questa opera incredibile.

93 pietre alte circa 4 metri e mezzo, con la più alta che si erge per 6,7 metri fuori dal terreno.

Abbiamo iniziato a girare intorno alle pietre come ipnotizzati. Poi ci siamo seduti in disparte per ripercorrere con la mente tutte le curiosità e le leggende che avevamo letto preparandoci per il viaggio.

Stonehenge e la leggenda di Rè Artù

Lo storico britannico medievale Goffredo di Monmouth riporta la leggenda secondo cui a erigere Stonehenge fu Merlino, il mago di Re Artù.

Secondo questa ricostruzione, il fatto avvenne nel 450 dc a seguito della sanguinosa battaglia nella piana di Salisbury fra britannici e sassoni. I sassoni vinsero e Re Aurelio Ambrosio, lo zio di Artù, decise di costruire un monumento in ricordo dei più di trecento britannici caduti in battaglia. Chiese aiuto a Merlino, che gli parlò di un cerchio di pietre in Irlanda che sarebbe stato perfetto per questo scopo.
Le migliaia di uomini mandati in missione non riuscirono a smuovere nemmeno una pietra del complesso. Merlino, allora, le trasportò magicamente fino in Inghilterra, per poi disporle nella piana di Salisbury ricalcando la posa originaria.

Stonehenge e la leggenda della pietra del tallone

La pietra del tallone, una di quelle che compongono il monolite, è al centro di un racconto popolare risalente a prima del XVII secolo. Si racconta che le pietre che formano Stonehenge fossero possedute da una vecchia signora che viveva in Irlanda. Il diavolo, venendo a conoscenza di queste pietre, decise di impossessarsene. Si travestì da gentiluomo e andò a visitare la vecchia signora chiedendole di vendergliele. La signora rifiutò più volte, fino a quando il diavolo non le mostrò una grossa borsa piena di monete d’oro con la promessa di poter tenere tutte quelle che sarebbe riuscita a contare nel tempo che lui avrebbe impiegato a portar via le pietre. La vecchia, avidamente, accettò, credendo di riuscire a contarle tutte prima che il gentiluomo potesse spostare le pietre.

Ma il diavolo usò immediatamente i suoi poteri e fece sparire le pietre, trasportandole nella piana di Salisbury, luogo in cui attualmente si trova Stonehenge. Ovviamente la donna non riuscì a contare nemmeno una moneta e l’astuto diavolo se le tenne tutte quante.

A Salisbury Satana sistemò le sue nuove pietre e iniziò a vantarsi del fatto che nessuno era in grado di dire quante pietre ci fossero nella sua nuova costruzione. Un giorno però, un frate rispose “ce ne sono più di quante se ne possano contare”. Sentendo indovinare la risposta giusta, il diavolo si arrabbiò così tanto che gli lanciò addosso una delle pietre, che colpì il tallone del frate e si piantò nel terreno, esattamente nella posizione in cui si trova tutt’ora. Ovviamente questo racconto è un mito, ma sulla Heel Stone (Pietra del Frate) c’è l’impronta di un piede.

Stonehenge, gli alieni e le comunicazioni con l’aldilà

Questa interpretazione deriva da uno studio condotto dal Dottor Rupert Till della University of Huddersfield ripreso dalla BBC News Stonehenge. La costruzione, infatti, avrebbe un’acustica fuori dal comune e sarebbe stata costruita per diffondere meglio i suoni. Alcuni ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo mesi trascorsi percuotendo pietre di mille tipi diversi e registrandone il suono emesso. A differenza della maggior parte delle pietre, i cui suoni si concludevano con un tonfo sordo, i monoliti di Stonehenge cantavano.

Utilizzando strumenti ricavati da oggetti naturali o corni di animali, la struttura aiuterebbe a generare note a bassa frequenza (47 Hz). Non essendo chiaro come gli uomini dell’epoca avrebbero potuto costruire una struttura tanto imponente, c’è chi è propenso a dare credito ad una responsabilità aliena.

Queste vibrazioni furono molto importanti anche per i sacerdoti e i loro culti druidici. Ancora oggi, infatti, gli esperti del paranormale utilizzano queste frequenze per condurre le ricerche sui defunti o cercando di comunicare con le loro anime. Considerando i culti dell’epoca, a queste possibilità si aggiungono le possibili relazioni con il mondo degli spiriti (della natura, degli animali, ecc.).

Stonehenge, i druidi e l’osservatorio astronomico

Stonehenge è associato anche alle popolazioni celtiche. I Druidi, sacerdoti celti, utilizzavano queste enormi pietre come templi sacri dove si recavano sovente a pregare.

Studi più recenti hanno rilevato che Stonehenge potrebbe aver consentito anche di prevedere eventi celesti come eclissi, solstizi ed equinozi, alla stregua di un osservatorio astronomico moderno. Sapendo dove collocarli nel ciclo stagionale, i nostri antenati avrebbero così potuto pianificare meglio i cicli dell’agricoltura, gli eventi religiosi e quelli sociali.

Ancora oggi, oltre ad essere meta del turismo di massa, Stonehenge è luogo di pellegrinaggio per molti seguaci del Celtismo, della Wicca e di altre religioni neopagane. In particolare tra il 20 e il 21 giugno, nella notte più breve dell’anno, migliaia di persone dal tutto il mondo si radunano a Stonehenge per assistere allo spettacolo del primo raggio di sole che batte sulla pietra centrale, la heel stone, e celebrano cerimonie magiche, in ricordo dell’antico rito pagano del solstizio d’estate.

Un fenomeno che, secondo tanti studiosi, dimostrerebbe come il sito fosse in realtà una sorta di osservatorio astronomico.

Stonehenge, luogo di cura o riposo per i defunti?

Parker Pearson e colleghi sostengono che nel 3000 a. C. circa, la piana su cui ancora oggi si stagliano i profili di quelle misteriose pietre potrebbe aver accolto sepolture segnate da lapidi funerarie, costituite da pietre di probabile provenienza gallese. Le pietre presenti oggi a Stonehenge sarebbero andati a costituire il nucleo originario del sito, composto di megaliti di dimensioni più piccole.

I ritrovamenti suggerirebbero la possibilità che i corpi dei defunti appartenessero a capi religiosi o politici, o ai loro familiari più vicini. Insomma, la prova che potrebbe essersi trattato del cimitero dell’élite locale, nel quale si veniva sepolti dopo che il corpo era stato sottoposto alla cremazione, come testimoniato dalle prove archeologiche.

Un’altra teoria, quella degli archeologi Tim Darvill e Geoff Wainwright, sostiene invece che Stonehenge fosse luogo di guarigioni miracolose come Lourdes o Fatima.

Molti dei resti umani ritrovati nella zona presentano segni di infortunio o malattia. Inoltre, secondo l’analisi dei denti, risulta che circa la metà dei sepolti fosse originaria di zone anche molto lontane dalla piana di Stonehenge.

Secondo i ricercatori, questo proverebbe che il complesso monumentale era un luogo d’incontro tra malati e guaritori, persone che arrivavano anche da molto lontano per lenire le proprie sofferenze o esercitare i propri poteri.

Le pietre scelte per costruire i cerchi contengono una grande quantità di materiale cristallino che pare sia in grado di attrarre e condurre l’elettromagnetismo del terreno. Stonehenge, infatti, è stata costruita su una delle Ley Line più importanti che percorrono la Gran Bretagna.
Le “Ley lines” (linee di prateria), sono state teorizzate dall’inglese Alfred Watkins e sono vere e proprie linee rette che percorrerebbero l’intera superficie terrestre, incrociandosi tra loro in modo da formare una rete.
Secondo alcuni studiosi russi, le Ley Lines costituirebbero una griglia di energia sulla quale si fonderebbe la struttura stessa della Terra e nei punti in cui le Ley Lines si incrociano, sorgerebbero antichi templi e monumenti funebri pagani.
Sul sito di Stonehenge convergono ben quattordici Ley Line, cosicché considerarlo un punto importante della griglia energetica planetaria. Anche questo, secondo gli antichi, lo avrebbe reso un luogo potente per le cure.

Sappiamo diverse cose, in realtà, ma nessuna è decisiva per capire in che modo questo luogo fosse esattamente utilizzato dai suoi costruttori.  La situazione di Stonehenge è molto rara, come dimostra il fatto che ancora oggi possano esistere teorie così diverse sulle sue origini e sul suo utilizzo.

Ecco il foto-album di Stonehenge (gennaio 2018)